Elena's profileIl Meraviglioso Mondo Di...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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August 10 "IDILLIO E MERDA"Nu juorno na cacata sulitaria,
meza annascosta dint' 'a nu sentiero,
c"o sole 'e luglio e c"o profumo 'e Il'aria
s'annammuraie d"o strunzo 'e nu pumpiero.
Essa era tonna, acconcia, piccerella,
isso era niro, gruosso, frisco frisco;
essa era fatta a fforma 'e cuppulella,
isso rassumigliava a n'obelisco.
E, cu Il' intermediario 'e nu muscone
na bella sera tutta prufumata,
'o strunzo avette 'a dichiarazione
d'ammore d"a cacata nnammurata.
Isso era nato sotto mala stella;
ca maje nisciuno l'aveva guardato ...
Vulette bene a chella cacatella
cchiù assaie d"o culo ca l'avea cacato.
Ma stevano luntano; e sulo 'a luna,
e sulo 'e pprete e sulo 'e ffrasche verde
sapevano 'e turmiente, a uno a uno,
'e chilli duie sperdute piezze 'e mmerda.
E na matina, erano verso Il'otto,
nu cato d'acqua 'a copp"a na fenesta
facette comm"o libbro galeotto
'e 'onna Francesca e Paolo Malatesta.
Benedicenno nzieme chella secchia,
s'astrignèttero forte. Erano sule:
essa Ile regalaje na pellecchia,
isso Ile regalaje dduie fasule.
Chiano, sciulianno dint'a ll'acqua 'alice,
cu nu curteo 'e muschille int"o sentiero,
sotto 'o sole, 'a cacata 'e stiratrice
se mrnaretaje c"o strunzo d"o pumpiero.
E in viaggio 'e nozze stetteno abbracciate
mmiez'a dduie piezze 'e càntere scassate.
Ferdinando Russo July 05 Sogni...Ho sognato della mia bella
[ho sognato te.che ridevi.mi cantavi canzoni d'amore.mi baciavi.mi facevi le linguacce.poi è suonata la sveglia.esisterai in qualche luogo?] February 12 Kahlil Gibran, Sui FigliE una donna che reggeva un bambino al seno disse: Parlaci dei Figli. E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri. Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sè stessa. Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi, E benché vivano con voi non vi appartengono. Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri. Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime: Esse abitano la casa del domani, Che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno. Potete tentare di essere simili a loro, Ma non farvi simili a voi: La vita procede e non s'attarda sul passato. Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
L'arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, E vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane. Affidatevi con gioia alla mano dell'arciere; Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco. mi è capitata l'altra sera, alla Feltrinelli, e mi ha ricordato un pensiero latente.... dovete sapere che attorno ai 13 anni io soffrivo per una certezza che mi ero creata: mi sentivo frutto dell'unione di materiale genetico e "imprinting", fatta a immagine e somiglianza dei miei primi esempi, i miei genitori, mio fratello, i cugini, i libri che leggevo....e mi domandavo " e io? dove sono io? "
mi ero data una risposta decente, a dire la verità.....la mia identità era proprio nel mio prendere la forma di chi mi stava attorno, la mia malleabilità, se così si può dire. e pregavo di non aver appreso quella malleabilità da un modello che non ricordavo. di recente, negli ultimi sviluppi delle mie vicende, mi sono resa conto di quanto poco i genitori incidano sui figli. naturalmente, un certo tipo di genitore può "rovinare" il figlio. ma il figlio può avere la capacità di uscirne vivo e dignitoso.
eppoi io da neonata ero scostante. volevo giocare, le coccole e tutto, ma dopo pranzo, volevo fare la pennichella, e mi facevo rispettare: mi lamentavo, mi indisponevo, finchè non mi mettevano a dormire. e mi trovavano sempre in posizione fetale. come dormo ancora oggi, tra l'altro. I figli non sono proprietà dei genitori. sono Persone. December 27 NataleNon ho voglia di tuffarmi
in un gomitolo di strade Ho tanta stanchezza sulle spalle Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata Qui non si sente altro che il caldo buono Sto con le quattro capriole di fumo del focolare G. Ungaretti ero alla disperata ricerca di una poesia di natale. una che imparai da piccola, mio padre mi fece il filmino mentre la recitavo, e insisteva tanto a farmela ripetere daccapo finchè non la dicevo tutta bene, che chi guarda il filmino finisce per saperla a memoria!!
Serena è la notte e di gelo
ma cantano gli angeli in cielo
venite pastori
è nato è nato Gesù
Nel cielo là brilla una stella
tra tutte la stella più bella
il vento si tace
c'è pace c'è pace
ero boccolosa. e guardavo jam superstar. ed ero vanitosissima davanti alla telecamera.XD
December 05 Hikmet...Impossibile dormire la notte qui a Varna
impossibile dormire per via di queste stelle che son troppe troppo lucide troppo vicine per via del mormorio sul greto dell'ode morte il loro sussurro le loro perle i loro ciottoli le alghe salate per via del rumore di un motore sul mare come un cuore che batte per via dei fantasmi venuti da Istanbul sorti dal Bosforo che invadono la stanza.... mi ha ricordato una scena di "la tigre e la neve" che ho visto ieri.... December 02 ....Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso volere d'essere niente. A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo... Giochi ogni giorno con la luce dell'universo. - L'albatroGiochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell'acqua. Sei più di questa bianca testina che stringo come un grappolo tra le mie mani ogni giorno. A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra ghirlande gialle. Chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud? Ah lascia che ti ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi. Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi. Qui vengono a finire tutti i venti, tutti. La pioggia si denuda. Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento. lo posso lottare solamente contro la forza degli uomini. Il temporale solleva in turbine foglie oscure e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo. Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ultimo grido. Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi. Ora, anche ora, piccola, mi rechi caprifogli,
ed hai anche i seni profumati. Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina. Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano. Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti. Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata. Ti credo persino padrona dell'universo. Ti porterò dalle montagne fiori allegri, copihues, nocciole oscure, e ceste silvestri di baci. Voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi. - Pablo Neruda
Ricordate che [sistacomed'autunno/suglialberilefoglie.]
L' albatro [che qualche volta ho confuso con un gabbiano...] Charles Baudelaire
Spesso, per divertirsi, i marinai
catturano albatri, grandi uccelli di mare, che seguono,indolenti compagni di viaggio, la nave che scivola sugli amari abissi. Appena deposti sulla tolda, questi
re dell' azzurro, vergognosi e timidi, se ne stanno tristi con la grandi ali bianche penzoloni come remi ai loro fianchi. Che buffo e docile l' alato viaggiatore! Poco prima così bello, com'è comico e brutto Uno gli stuzzica il becco con la pipa, un altro, zoppicando, scimmiottava l'infermo che volava il poeta è come quel principe delle nuvole, che snobba la tempesta e se la ride dell'arciere poi, in esilio sulla terra, tra gli scherni con le sue ali da gigante non riesce a camminare. Alla vita
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio come fa lo scoiattolo, ad esempio, senza aspettarti nulla dal di fuori o nell'al di là. Non avrai altro da fare che vivere. La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio ma sul serio a tal punto che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate, o dentro un laboratorio col camice bianco e grandi occhiali, tu muoia affinché vivano gli uomini gli uomini di cui non conoscerai la faccia, e morrai sapendo che nulla é più bello, più vero della vita. Prendila sul serio ma sul serio a tal punto che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi non perché restino ai tuoi figli ma perché non crederai alla morte pur temendola, e la vita peserà di più sulla bilancia. November 23 Per fare il ritratto di un uccelloAnzitutto dipingere una gabbia
con la porticina aperta dipingere quindi qualcosa di grazioso qualcosa di semplice qualcosa di bello qualcosa di utile per l'uccello appoggiare poi il quadro ad un albero in un giardino in un bosco o in una foresta nascondersi dietro l'albero silenziosi immobili.. A volte l'uccello arriva presto ma può anche impiegare degli anni prima di decidersi Non scoraggiarsi attendere attendere se è il caso per anni la rapidità o la lentezza dell'arrivo non ha nessun rapporto con la riuscita del quadro Quando l'uccello arriva se arriva osservare il più profondo silenzio aspettare che l'uccello entri nella gabbia e quando è entrato chiudere dolcemente la porta col pennello poi cancellare una dopo l'altra tutte le sbarre avendo cura di non toccare nessuna piuma dell'uccello Fare quindi il ritratto dell'albero scegliendo il ramo più bello per l'uccello dipingere anche il verde fogliame e la frescura del vento il pulviscolo del sole e il fruscio delle bestie dell'erba nella calura estiva e poi aspettare che l'uccello si decida a cantare Se l'uccello non canta è cattivo segno segno che il quadro è sbagliato ma se canta è buon segno segno che voi potete firmare Allora strappate con tanta dolcezza una piuma all'uccello e il vostro nome scrivete in un angolo del quadro. J.P. November 22 ...chattando....Tutt'è silenzio dint'a sta nuttata nun se sente nu passo'e cammenà. Nu ventariello tutta na serata pare ca me vuelava accarezzà... E finalmente chiagno!..Tu nun vide, tu staje luntano, comm'opuà vedè Però toddico pecchè tu me cride e si tu me cride, chiagno nzieme a me! Scenne stu chianto lento, doce doce nun aizo na mano p'asciuttà Io strillo pe te fa sentì stavoce ma tu nun può sentì...c'allucco affà? Tutt'è silenzio...ncielo quante stelle! Affaccete, tu pure e può vedè songo a migliare, e saie pecchè so belle? Pecchè staNn luntano, comm'atte!
Tante foresteTante foreste strappate alla terra
e massacrate distrutte rotativizzate Tante foreste sacrificate per la pasta della carta
di miliardi di giornali che attirano annualmente l’attenzione dei lettori sul pericolo del disboscamento delle selve e delle foreste. Jaques Prevert August 27 .Riempiti di me.
Desiderami, prosciugami, versami, immolami. Chiedimi. Raccoglimi, contienimi, nascondimi. Voglio essere di qualcuno, voglio essere tuo, è la tua ora. Sono colui che è passato con un salto sulle cose, il fuggitivo, il sofferente. Ma sento che è la tua ora,
l'ora che la mia vita cada a gocce sulla tua anima, l'ora delle tenerezze che non ho mai dispensato, l'ora dei silenzi che non hanno parole, la tua ora, alba di sangue che mi nutrì di angosce, la tua ora, mezzanotte che mi passò solitaria. Liberami da me. Voglio uscire dalla mia anima. Io sono questo essere che geme, che brucia, che soffre. Io sono questo essere che attacca, che urla, che canta. No, non voglio essere così. Aiutami a rompere queste porte immense. Con le tue spalle di seta dissotterra queste ancore. Così una sera crocifissero il mio dolore. Voglio non aver limiti e levarmi verso quell'astro.
Il mio cuore non deve tacere oggi o domani. Deve partecipare di quello che tocca, deve essere di metalli, di radici, di ali. Non posso essere la pietra che si alza e che non torna, non posso essere l'ombra che si disfa e passa. No, non può essere, non può essere, non può essere.
Allora griderei, piangerei, gemerei. Non può essere, non può essere. Chi voleva rompere questa vibrazione delle mie ali? Chi mi voleva sterminare? Che disegno, che parola? Non può essere, non può essere. Liberami da me. Voglio uscire dalla mia anima. Perché tu sei la mia rotta. Ti forgiai nella lotta viva.
Dalla mia lotta oscura contro me stesso, nascesti. Da me hai preso questo marchio di avidità non saziata. Da quando li guardo i tuoi occhi sono più tristi. Andiamocene insieme. Apriamo questa strada insieme. Sarò la tua rotta. Passa. Lasciami andare. Desiderami, prosciugami, versami, immolami. Fa' vacillare gli assedi dei miei ultimi limiti. E che io possa, al fine, correre in folle fuga,
inondando le terre come un fiume terribile, sciogliendo questi nodi, ah Dio mio, questi nodi, distruggendo, bruciando, abbattendo come una lava folle quello che esiste, correre fuori di me, furiosamente libero. Andarmene, Dio mio, andarmene. Canzone del maschio e della femmina!
Canzone del maschio e della femmina!
Il frutto dei secoli che spreme il suo succo nelle nostre vene. La mia anima che si diffonde nella tua carne distesa
per uscire migliorata da te, il cuore che si disperde stirandosi come una pantera, e la mia vita, sbriciolata, che si annoda a te come la luce alle stelle! Mi ricevi
come il vento la vela. Ti ricevo
come il solco il seme. Addormentati sui miei dolori se i miei dolori
se i miei dolori non ti bruciano, legati alle mie ali, forse le mie ali ti porteranno, dirigi i miei desideri, forse ti duole la loro lotta. Tu sei l'unica cosa che possiedo
da quando persi la mia tristezza! Lacerami come una spada
o senti come un'antenna! Baciami,
mordimi, incendiami, che io vengo alla terra solo per il naufragio dei miei occhi di maschio nell'acqua infinita dei tuoi occhi di femmina! August 23 Poesia d' amoreLe grandi notti d' estate
che nulla muove oltre il chiaro filtro dei baci, il tuo volto un sogno nelle mie mani. Lontana come i tuoi occhi
tu sei venuta dal mare dal vento che pare l' anima. E baci perdutamente
sino a che l' arida bocca come la notte è dischiusa portata via dal suo soffio. Tu vivi allora, tu vivi
il sogno ch' esisti è vero. Da quanto t' ho cercata. Ti stringo per dirti che i sogni
son belli come il tuo volto, lontani come i tuoi occhi. E il bacio che cerco è l' anima.
Alfonso Gatto
August 01 Paris at nightParis at night
Tre fiammiferi accesi uno dopo l'altro nella notte Il primo per vederti tutto il viso Il secondo per vederti gli occhi L'ultimo per vedere la tua bocca E tutto il buio per ricordarmi queste cose Mentre ti stringo fra le braccia che strana la vita...
a volte ti sommerge di allegria, ottimismo, pare quasi di poterla chiamare 'felicità'....
poi ti sembra di essere un'illusa....
e poi di nuovo, tira e molla....
temo solo di ripiombare in un triste circolo vizioso: quello in cui sei tu, da solo, a illuderti, e a voler essere ottimista, mentre la vita ti indica una nuova strada, e la vecchia si sgretola sotto i tuoi piedi...
"i don't wanna wait...i wanna know right now...will it be 'yes' or will it be 'sorry' ..."
sì, credo che quel circolo sia il cosiddetto 'brutto periodo'. poi il resto è tutto buono, tutto Vivere...
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.. . . . . . . .......
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Ma
infondo...
Martini will save us :)
per chi fosse preoccupato
Willie sta meglio
per il veterinario le analisi di oggi hanno mostrato un netto miglioramento. deve comunque continuare con i lavaggi.
buon pomeriggio.
io vado a riordinare un po' casa, che pare che è passato Attila.
July 16 16/07/2007buon anniversario ai miei genitori....
arrivano gli ospiti
devo scappare a dare una mano.
ma continuo dopo...kisses
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Se...
forse la musica
quella musica
che ricorda l'ordine divino del mondo e dell'universo
sarebbe più adatta
potrebbe esprimere meglio
ciò che vorrei rendere io.
ma io posso solo scrivere...
nero su bianco[o al massimo viceversa]
...per rendere quella piccola ruga di interese,
quel guizzo di curiosità
quello sciogliersi del tuo viso
in tenerezza pura
quando ogni lineamento testimonia
l'apertura
la vulnerabilità
al divertimento,
che hai deciso:
merita il tuo interesse.
...quegli occhi che si stringono
diventano fessure
per capire...
è così importante,
capire.
se questa è la mia arte
un giorno ci riuscirò.
anche se
forse
quella musica
che ricorda l'ordine divino del mondo e dell'universo
sarebbe più adatta
potrebbe esprimere meglio
tutto questo
tutto Te.[Poesia]
E' di una scrittrice anonima, l'ho trovata navigando per il web,
che ve ne pare?
notte! July 05 Pablo NerudaSete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita. Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa. Sete di metallo ardente, sete di radici avide. Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora. Sei piena di tutte le ombre che mi spiano. Mi segui come gli astri seguono la notte. Mia madre mi partorì pieno di domande sottili. Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci. Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo. Solco per il torbido seme del mio nome. Esista una terra mia che non copra la tua orma. Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove. Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla. Come poter non amarti se per questo devo amarti. Se questo è il legame come poterlo tagliare, come. Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa. Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce. Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane. Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi. La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci. L'anima è accesa di queste braccia che ti amano. Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo. Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete. E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco. March 29 VIAGGIAnch'io
come i pittori
ho i miei modelli.
Un giorno
ed è già ieri
dalla piattaforma di un autobus
guardavo le donne
scendere per via Amsterdam.
D'improvviso attraverso il vetro del tram
ne scoprii una
che non avevo veduto salire.
Seduta e sola pareva sorridere
e subito mi piacque moltissimo
ma subito
m'accorsi che era mia moglie.
Ne fui felice.
Jacques Prévert September 25 Se Tu Mi DimentichiQuesta poesia mi ricorda l'amicizia con un'amica un po' lontana,che mi ha aiutato a prndere fiducia,anche se probabilmente non lo sa,ad avere fiducia, cmq, che quello in cui credevo poteva esistere...anche se magari un po' diverso come lo immaginavo.in ogni caso bei ricordi.estate 2001 credo,palinuro.lady TVB. SE TU MI DIMENTICHI Voglio che sappia Tu sai com'è questo: Orbene, Se consideri lungo e pazzo Ma Pablo Neruda. |
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